Il 7 settembre 2026 il Venezia ha mandato Junior Ligue in prestito al Rijeka e il Milan ha ceduto Demirel Hodzic all’Istra 1961. Due operazioni italiane verso la Croazia nello stesso giorno, e una sola delle due consuma un posto in una lista che quasi nessuno cita.

Perché i prestiti hanno un tetto. Anzi, ne hanno due, e contano cose diverse.

Il numero italiano: nove

Il comunicato ufficiale 235/A della FIGC, pubblicato il 27 maggio 2026, fissa i termini di tesseramento della stagione 2026/2027. Al punto sulle cessioni di contratto dice:

“In ottemperanza alle disposizioni di cui all’art. 103 delle NOIF, nella stagione 2026/2027, ciascuna società di Serie A, B e C può acquisire a titolo temporaneo complessivamente fino a nove calciatori professionisti da società affiliate alla FIGC ed altrettanti ne può trasferire a titolo temporaneo a società affiliate alla FIGC.”

Nove dentro e nove fuori, e il perimetro è quello che conta: da e verso società affiliate alla FIGC, cioè fra club italiani.

Il numero FIFA: sei

Il regolamento FIFA sullo status e il trasferimento dei calciatori, all’articolo 10, dice una cosa diversa e più stretta:

“Le seguenti limitazioni si applicano dal 1 luglio 2024: un club può avere un massimo di sei professionisti ceduti in prestito in qualsiasi momento della stagione; un club può avere un massimo di sei professionisti presi in prestito in qualsiasi momento della stagione.”

Non è sempre stato sei. La stessa norma prevede il periodo di transizione con cui il limite è sceso:

PeriodoTetto
dal 1 luglio 2022 al 30 giugno 2023otto
dal 1 luglio 2023 al 30 giugno 2024sette
dal 1 luglio 2024sei

C’è poi un secondo limite, che vale sempre: massimo tre professionisti in prestito verso uno stesso club, e tre dallo stesso club, in qualsiasi momento della stagione. È la riga scritta per impedire le squadre satellite, e non ha esenzioni di età.

L’esenzione che cambia i conti, e che quasi nessuno cita

Il regolamento FIFA esclude dal conteggio alcuni prestiti, e la condizione è doppia. Un prestito non conta se:

  1. avviene prima della fine della stagione in cui il calciatore compie ventuno anni, e
  2. il calciatore è formato nel club che lo cede.

Le due condizioni valgono insieme, non in alternativa, ed è qui che quasi tutti sbagliano il conto. La seconda ha una definizione precisa nel regolamento: formato nel club è chi è stato registrato con il proprio club attuale per tre stagioni intere o trentasei mesi, anche non consecutivi, fra i quindici e i ventuno anni.

Tradotto: un ragazzo cresciuto in casa che va a farsi le ossa altrove non pesa sul tetto. Un ventenne comprato l’anno scorso e girato subito, invece, sì.

Il caso di oggi, che è l’esempio perfetto

Junior Ligue è nato il 21 marzo 2005. Ha compiuto ventun anni nella stagione 2025/26, e il prestito al Rijeka è del 7 settembre 2026, cioè nella stagione successiva: la prima condizione non c’è.

E la seconda nemmeno: Ligue è arrivato al Venezia nel gennaio 2026, quindi non ha alle spalle né tre stagioni né trentasei mesi con il club che lo cede. Il suo prestito conta, e occupa uno dei sei posti internazionali del Venezia.

Hodzic, invece, non c’entra con questa lista: la sua è una cessione a titolo definitivo, e i tetti sui prestiti non la toccano. Ecco perché due operazioni che sui giornali si somigliano, nei registri sono due cose diverse.

Le altre righe dell’articolo 10, quelle che decidono le liti

Tre regole meno note, e tutte e tre finiscono nei contenziosi:

La durata. Un prestito dura al minimo il tempo fra due periodi di registrazione e al massimo un anno. Se un contratto prevede di più, quella clausola non viene riconosciuta. Il rinnovo si può fare, ma serve il consenso scritto del calciatore.

Il divieto di girarlo ancora. Il club che riceve non può sub-prestare il giocatore né cederlo a titolo definitivo a un terzo club. È la norma che impedisce la catena di passaggi con cui, per anni, si sono spostati i giovani da un paese all’altro.

Il ritorno anticipato. Se il contratto fra il calciatore e il nuovo club viene risolto unilateralmente prima della scadenza del prestito, il giocatore ha diritto di tornare al club di provenienza, che deve reintegrarlo subito e ricominciare a pagarlo.

Perché questi numeri contano più di quanto sembri

Un tetto ai prestiti non è burocrazia: è la sola cosa che impedisce a un club ricco di tenere in magazzino cinquanta giocatori e distribuirli in mezza Europa. La FIFA lo dice apertamente nella circolare con cui, nel 2022, ha introdotto la riforma: l’obiettivo dichiarato è che i prestiti servano alla formazione e allo sviluppo, e non all’accumulo di giocatori.

E, dal punto di vista di chi segue una squadra, cambia il modo di leggere una sessione di mercato. Quando un club a gennaio dice di non poter mandare un giovane a giocare, spesso non sta cercando una scusa: sta guardando una lista piena.

Fonti: comunicato ufficiale 235/A della Federazione Italiana Giuoco Calcio del 27 maggio 2026, termini e disposizioni regolamentari in materia di tesseramento per la stagione 2026/2027, punto 7, letto nel documento pubblicato dalla FIGC; regolamento FIFA sullo status e il trasferimento dei calciatori, edizione di gennaio 2025, articolo 10 e definizione di calciatore formato nel club, letti nel testo pubblicato dalla FIFA; circolare FIFA numero 1796 del 2022 sulle nuove regole in materia di prestiti, per gli obiettivi dichiarati della riforma; comunicati ufficiali del Venezia FC e dell’AC Milan del 7 settembre 2026 per le due operazioni citate; data di nascita di Calixte Paul Ligue dalla voce enciclopedica del giocatore.

Argomenti
Analisi tatticaRegolamentiPrestitiFIFASerie A
Domande frequenti

Domande frequenti

Quanti prestiti può fare un club italiano?

Nella stagione 2026/2027, secondo il comunicato ufficiale 235/A della FIGC, ciascuna società di Serie A, B e C può acquisire a titolo temporaneo fino a nove calciatori professionisti da società affiliate alla FIGC, e altrettanti cederne.

E il limite FIFA di sei?

Il regolamento FIFA su status e trasferimenti fissa, dal 1 luglio 2024, un massimo di sei professionisti in prestito in uscita e sei in entrata in qualsiasi momento della stagione. È un conteggio diverso da quello italiano, che riguarda i trasferimenti fra società della stessa federazione.

Esistono prestiti che non contano?

Sì. Il regolamento FIFA esclude dal conteggio il prestito che avviene prima della fine della stagione in cui il calciatore compie ventuno anni, a condizione che sia un calciatore formato nel club che lo cede.

Che cosa vuol dire formato nel club?

Secondo le definizioni del regolamento FIFA, un calciatore registrato con il club attuale per tre stagioni intere o trentasei mesi, anche non consecutivi, fra i quindici e i ventuno anni.

Ci sono limiti verso un singolo club?

Sì: massimo tre professionisti in prestito verso lo stesso club e tre dallo stesso club, in qualsiasi momento della stagione, indipendentemente dall'età e dall'essere formati nel club.

Quanto può durare un prestito?

Al minimo il tempo fra due periodi di registrazione, al massimo un anno. Una clausola che preveda una durata più lunga non viene riconosciuta, e il rinnovo richiede il consenso scritto del calciatore.

Il club che riceve può girare il giocatore a un terzo club?

No. Il regolamento FIFA vieta espressamente al nuovo club di sub-prestare o di cedere a titolo definitivo il calciatore a un terzo club.